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RICORDI SFIORATI

Ieri, dopo che il vento era calato, nel silenzio più totale della sera, si sentiva solo l’oboe di mia cognata, nostra vicina di casa. In un attimo, dalle nebbie del passato, è riaffiorato un ricordo al quanto singolare. In una fredda serata d’inverno, di tanti e tanti anni fa 😅, mi trovavo a camminare veloce, per le strade nel centro di Firenze, verso la macchina parcheggiata sui Lungarni. Era strano, ma Firenze in quel momento era semideserta… I negozi avevano già chiuso e per le vie non c’era quasi nessuno. Aumentai il passo, presa anche dall’inquietudine di quella insolita desolazione. All’improvviso mi ritrovai nei pressi del Porcellino; avvicinandomi lo guardai sorridendo, feci per toccargli il naso, come vuole la credenza popolare e, in quell’attimo esatto, si alzò nell’aria una musica meravigliosa…Incredula mi guardai intorno… E ad un tratto lo vidi: un ragazzo con un sassofono, sotto il loggiato, stava suonando in solitudine. Rimasi allibita dalla bellezza di quella melodia, fu un attimo di pura magia che mi riscaldò il cuore. Poi me ne andai di corsa dopo pochi istanti, perché non riuscivo più a sopportare quella scena così bella e surreale…

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RICORDI SFIORATI

Ferma al semaforo vicino alla ferrovia, vidi passare il treno e in un attimo, mi ritrovai immersa in un ricordo che nemmeno io, rammentavo di avere. Catapultata ai miei 17 anni, in una tiepida mattina di primavera; quel giorno avevo deciso di entrare a scuola alla seconda ora ed ero andata alla stazione di Prato a vedere i treni. Amavo vederli passare, fermarsi e riprendere poi il loro viaggio per chissà quali mete o posti lontani. Seduta su una panchina, sognavo anche io di partire, scrivendo sul mio diario. Ad un tratto un treno si fermò proprio a quel binario e ad uno dei finestrini, dei ragazzi ridevano e mi guardavano. Io li osservavo confusa ed intimidita, facendo finta di niente. Loro continuavano a farmi i cenni dal vetro, mi invitavano a salire sul treno… Io allibita dicevo “NO” con la testa. Uno di loro, un ragazzo biondo e molto carino, scrisse qualcosa su un foglio, mostrandomelo al finestrino del treno: Holland! Io cominciai a ridere, salutandoli con la mano. Lui continuava a farmi cenno di salire… Poi il treno si mise in marcia per ripartire. Il ragazzo si staccò dal finestrino, armeggiando a qualcosa, poi rapidamente aprì il vetro e mi tirò un oggetto. Io mi alzai in piedi di scatto e rimasi di sasso: mi aveva lanciato un torsolo di mela! “Che razza di figura!” imprecai guardandomi intorno. Per fortuna in giro non c’era nessuno che avesse potuto vedere quel gesto così maleducato e abbastanza offensivo. Poi guardai meglio. Quel torsolo era strano. Mi avvicinai e senza pensarci due volte, lo raccolsi di terra. Intorno al torsolo c’era un foglio piegato e legato con un elastico. Lo tirai fuori, lo aprii e mi misi a ridere. Sul foglio c’era scritto TI AMO! Mentre sorridevo, proprio come quel giorno di tanti anni fa, al semaforo scattò il verde, così mi risistemai la mascherina, ingranai la marcia e a malincuore, ripresi il mio cammino…

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UN PO' DI STORIA

DALLE STALLE ALLE STELLE!!!

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 💫
Erano le 10:50 del martedì successivo alla premiazione del mio racconto. Insieme a mio suocero, il Pagli (noto personaggio di Montemurlo) salivamo la lunga scalinata interna del municipio, diretti agli uffici dell’allora sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini Quella mattina ero stata invitata in comune per le congratulazioni del sindaco per il mio premio e per una breve intervista. Fabiana Masi, l’addetta all’ufficio stampa, ci accolse con un sorriso strepitoso ed una gentilezza tali che mi trovai subito a mio agio. L’incontro con il sindaco fu breve, in quanto impegnato in alcuni imprevisti urgenti, una stretta di mano, una foto tutti insieme e poi venni fatta accomodare in una sala attigua dove si svolse l’intervista vera e propria. Mentre illustravo la storia del mio racconto al vice sindaco Simone Calamai e a Fabiana , io stessa non riuscivo a credere a quello che mi stava succedendo. La sorpresa più grossa però arrivò nei giorni seguenti. L’intervista fatta in comune apparve su vari canali social e sul giornale “La Nazione di Prato” per una settimana. Una mattina mi telefonò perfino una giornalista del settimanale Bisenziosette, per fissare un’intervista a casa mia😮😁.Nel frattempo, una casa editrice mi contattò perché interessata al mio racconto. Travolta dagli eventi, mi ritrovai a vivere per giorni in una dimensione fatta di leggerezza, di una dolce euforia… Insomma : rincretinita alla massima potenza! Nelle settimane a seguire, il racconto piacque a Edizioni Atelier, che decisero di pubblicarlo. Iniziarono così i lavori per la pubblicazione e finalmente ad Ottobre, per la prima volta, il libro fu messo in vendita in tutte le librerie. Con il patrocinio del comune di Montemurlo, la presentazione ufficiale del mio libro venne fissata per il 7 Dicembre 2019 presso il Centro Culturale della Gualchiera a Montemurlo. Di lì a breve avrei vissuto un’altra FANTASTICA AVVENTURA!!! 🥰🥰🥰P.S: un ringraziamento speciale al mio amato fratellino Francesco Garbin Guarducci e alla sua dolce metà Ilaria Rencinai. Con tutto il mio amore per quello che avete fatto per me! 😘

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UN PO' DI STORIA

LA PREMIAZIONE


Scesi di macchina tremante ed impaurita. L’ansia mi attanagliava lo stomaco; le gocce di EN appena prese non stavano facendo effetto. Mi ritrovai, senza averne coscienza, a camminare sui marciapiedi di Firenze, diretta all’Auditorium della Cassa di risparmio di Firenze, dove ci sarebbe stata la premiazione ufficiale del mio racconto “STORIE DEL BOSCO”. Guardavo quei palazzi maestosi ricchi di storia e non capivo un accidente. Luciano, mio marito, mi guidava su quell’angusto sentiero. Sì, perché quello mi sembrava: un sentiero scosceso, sdrucciolevole e pieno di insidie. Dietro l’angolo di una via, all’improvviso mi apparve la visione spettacolare del Duomo di Firenze e lì capii che non sarei potuta più tornare indietro. Davanti all’Auditorium scatta mo qualche foto, poi entrammo nel salone già pieno di gente. La giuria sedeva sul pulpito lassù, noi premiati in platea aspettavamo di essere chiamati per ritirare il premio. Poco a poco sentii che l’EN stava cominciando ad agire, così mi tranquillizzati un po’. Pensai a Lampo, ai miei personaggi, al mio bosco… Li sentii tutti accanto a me, vicino a me… Avrei voluto scappare via con loro. Invece la ragazza al microfono chiamò il mio nome, tutti applaudirono; io come in un sogno mi ritrovai a stringere fra le mani l’attestato del premio, poi le foto per la stampa, un “grazie a tutti” veloce e me tornai a sedere al mio posto. Ho vissuto quei momenti immersa in una bolla. Quando siamo usciti da lì, la notte era già calata fra le vie, faceva freddo ed io continuavo ad essere stralunata…
Un ultimo sguardo a Piazza del Duomo e capii che forse tutto questo era solo FELICITÀ!!!

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UN PO' DI STORIA

MAGIA


IL tempo passato con Sofia volò via veloce…
Tante cose accaddero e, come ho già accennato, mi persi volentieri nel bosco…
Nacque così una storia semplice, ma di grande impatto emotivo. Nacquero i personaggi del mio racconto, che mi trascinarono in un mondo magico e meraviglioso da cui facevo fatica a staccarmi…
Incoraggiata da Sofia, mi iscrissi poi a dei concorsi letterari.
Passò del tempo, lunghi mesi animati dall’attesa di qualcosa…
E poi finalmente quel “qualcosa” arrivò…
Premiata con la “Menzione d’onore” in narrativa per ragazzi al Concorso Letterario La Ginestra Fonte Aretusa, venivo invitata a ritirare l’attestato durante la premiazione ufficiale a Firenze!!!
LA MAGIA AVEVA AVUTO INIZIO…

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UN PO' DI STORIA

ANGELI (parte 3)


A volte gli angeli si nascondono dietro a due occhi verde bosco, capelli castani e un sorriso strepitoso di una bambina di 9 anni…
Le insistenti visite della piccola Sofia ben presto mi trascinarono in un mondo fantastico, fatto di cartoni animati, libri per bambini, lezioni di danza classica (sì, anche quelle! ?) e tanta spensieratezza. I nostri pomeriggi diventarono magici ed io, in quella magia, mi ci immersi anima e cuore. Fu così che, dopo tantissimi anni, un giorno presi la penna in mano e, come se non avessi mai fatto altro nella vita, iniziai a scrivere di getto un racconto per Sofia. Scrivendo quelle pagine, finalmente cominciai a respirare un’altra aria; mi trovai così, insieme ai personaggi che quasi magicamente uscivano dalla mia penna, a vivere immersa nella mia storia… E un giorno mi persi dentro al bosco e mai esperienza fu più meravigliosa di quella!!!

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UN PO' DI STORIA

ANGELI (parte 2)

“Sofia, ma le hai mangiate te le fragole?”
“Quali fragole?”
La nipotina, girellando in bicicletta davanti a casa mia nella corte a comune, non mi guardava nemmeno negli occhi…
“Come quali fragole?!”
La bambina, rallentando la pedalata, mi guardò e con un sorriso solare finalmente mi rispose.
“Sì zia… Erano buonissime!”
Scoppiai in una fragorosa risata, di cui io stessa mi meravigliai non poco, dopodiché rientrai in casa a preparare la cena.
Sofia continuò a girellare ancora un po’ nella corte poi, abbandonata la sua bicicletta, bussò alla porta a vetri della mia cucina…
Fu così che la piccola, una volta entrata in casa, entrò anche nella mia vita…

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UN PO' DI STORIA

ANGELI (parte 1)

Conducevo ormai da un po’ una vita riservata… La ricerca dentro me stessa mi portava in mondi ancora troppo bui ed oscuri…
In una bellissima mattina di primavera, prima di andare al lavoro, mi soffermai davanti alle fragole.
In un vaso fuori da casa mia, in modo spontaneo ed inaspettato, erano cresciute delle piantine di fragole selvatiche. Da diversi giorni le stavo tenendo d’occhio e finalmente i frutti stavano arrivando a maturazione. Belle, rosse… Non vedevo l’ora di raccoglierle. Erano poche, ma mi davano una soddisfazione!
Quale sconforto e rabbia invece mi assalirono al mio ritorno! Il vaso era vuoto e tutte le mie belle fragoline sparite!!!
Esterrefatta, rimasi impietrita davanti a tanto misfatto…
Chi era stato?
Chi aveva potuto farmi questo?

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UN PO' DI STORIA

L’INGREDIENTE SEGRETO

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Dopo l’uragano che si abbatté sulla mia vita, rimase solo il vuoto del dolore…
Circondata dal nulla, iniziai a fare silenzio dentro di me.
E da quel silenzio, un giorno nacque il desiderio incontenibile di riguardare un cartone animato che, visto anni prima, mi era rimasto dentro più del dovuto.
Fu così che senza giudicarmi in alcun modo, mi guardai di nuovo Kung fu Panda!!!
Quasi misteriosamente si insinuó dentro di me quella voglia di combattere, quella voglia di rinascere in qualche modo…
Lieve e sottile, si insediò nel mio cuore la voglia di ricominciare a vivere la vita, ma… Con una visione diversa.
Anche io come Po, avevo trovato l’ingrediente segreto?

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UN PO' DI STORIA

RICORDI

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Nell’estate che seguì quei mesi così bui della mia vita, ebbi all’improvviso la voglia irrefrenabile di rileggere un vecchio libro.
Lo avevo accantonato da qualche parte, in casa dei miei genitori… Passai qualche tempo nella ricerca, poi finalmente lo trovai in un baule in mansarda, dove vi erano tutti i miei libri di quando ero ragazzetta.
Ricordavo che alla fine dell’anno scolastico della terza media, la professoressa di matematica ce lo aveva consigliato come lettura per le vacanze. Amante accanita dei libri, lo acquistai di corsa e lo lessi in un baleno, rimanendone molto colpita. “La collina dei conigli” mi aveva lasciato dentro un bellissimo ricordo…
Appena ebbi fra le mani il libro, sospirai e sorrisi, come se avessi ritrovato un vecchio amico. Lo accarezzai e lo annusai. Sapeva di vecchio e di nostalgico. Me lo strinsi al cuore e me lo portai via. Durante le ferie lo rilessi con intensità, ritrovando dentro di me tutti i bellissimi ricordi che quelle pagine mi suscitavano ancora. È incredibile come i bei ricordi possano accarezzare il cuore e farti sentire di nuovo al sicuro.